Progettare un banco bar per ottimizzare il lavoro

Progettare un banco bar

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Progettare un banco bar per ottimizzare il lavoro

Una qualità di successo, studiata per un bar, è costruire un ambiente che metta a proprio agio e rassicuri il cliente.

Per questo motivo, si dovrebbe cominciare con un’attenta analisi dello spazio a disposizione per sistemare il banco bar, magari realizzando prima un modello in cartone, in scala 1:1, per verificare i movimenti che si dovranno fare quando si lavorerà.

Nell’arredamento e nel look del locale, le persone che si apprestano ad aprire un bar ripongono i loro sogni e la loro passione.

Gli arredi sono soluzioni importanti, non tanto per via delle preferenze soggettive, ma in particolar modo per restituire un’immagine accattivante a coloro che vorremmo come nostri clienti, per far trovare loro un ambiente che rispecchia le loro attese.

Tuttavia, un bel “vestito” che casca bene non è molto se, innanzitutto, non è funzionale.

Funzionale, per quanto riguarda il bar, significa soprattutto ergonomico. L’ergonomia studia come rendere gli oggetti e i sistemi comodi, da utilizzare con poco spreco di energia.

L’ergonomia, pertanto, dev’essere la star nell’approntamento del bar e ancor più per il bancone, dove si passeranno molte ore di lavoro.

Progettare un banco bar per ottimizzare il lavoro

Per quanto riguarda le dimensioni del banco da realizzare, a seguito di molti anni di studi, le misure sono ormai codificate, e i professionisti, quali gli architetti, sono dotati di manuali che riportano tutte le misure standard.

Comunque, in generale, il bancone dovrebbe avere un’altezza, dal lato cliente, di circa un metro – un metro e quindici, mentre, invece, nella parte del barista, c’è una pedana che si alza dal pavimento di circa quindici centimetri, con lo scopo di nascondere tubi e cavi che vi passano sotto.

Dalla pedana ai piani di lavoro si lascia un’altezza di ottanta centimetri, e a circa novantacinque centimetri la macchina per il caffè.

In realtà, però, la perfetta ergonomia non è quasi mai rispettata, poiché è legata alla fattezza del locale:

se ad esempio la pedana ha una profondità di novanta centimetri, permettendo così il passaggio di due lavoranti, i locali dove questa misura diminuisce fino anche a cinquanta centimetri, provoca un disagio per i baristi.

Progettare un banco bar per ottimizzare il lavoro

Una buona regola da rispettare nella costruzione di un bancone da bar è la dislocazione dei settori.

Ad esempio, disporre la vetrina della pasticceria all’inizio del banco, la prima cosa che il cliente vede all’ingresso del bar.

Mentre la macchina da caffè andrà posta verso la fine del bancone, e la cassa al centro, affinché il cassiere abbia la possibilità di interagire con gli altri lavoranti.

Inoltre, le tramogge per i rifiuti vanno poste vicine ai lavandini e anche in posizioni che rendano comodo lo smaltimento dei rifiuti.

I rubinetti per l’acqua, poi, devono essere sistemati in modo che intorno ad essi si possano utilizzare i vari spazi a disposizione.

Insomma, una perfetta disposizione ergonomica del bancone e di tutti i suoi elementi, può consentire di ottenere un sensibile risparmio su un dipendente.

Un’ultima considerazione va fatta ai costi da sostenere per l’acquisto del bancone.

Esso comprende, oltre a quello che si vede, cioè l’”estetica esterna, anche la parte interna, comprensiva di cella frigo e, solitamente, la vetrina riscaldata/refrigerata.

Il prezzo per un banco bar varia molto in base alla qualità dell’acciaio e di frigoriferi o vetrine riscaldate utilizzate.

Le differenze si vedranno durante il lavoro in base alla tenute delle celle frigorifere o vetrine a caldo e alla semplicità nel mantenere pulizia e igiene.

www.gasparinifrigoriferi.it

Articolo pubblicato da Giovanni Zappalà

Redazione LifeIsWeb Ltd

22 giugno 2016

© Riproduzione vietata

 

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